Ma solo con io davanti allo specchio, a tu per tu, dico sempre la verita' (R. Gaetano)
Mi sto definitivamente rassegnando al fatto che stiamo perdendo il contatto con la realtà.
Se prima questa affermazione poteva riferirsi banalmente a qualche patologia psichica, più o meno aggravata, lo ammetto: sta diventando un fenomeno di massa.
I rapporti interumani diretti si vanno assottigliando, comunichiamo con i messenger, le chat, i canali e le stanze virtuali. Teniamo i nostri diari sul Web (eccoci!), invece di andare al cinema scarichiamo o affittiamo dvd, facciamo ginnastica con la televisione in casa, se poi abbiamo la parabola vediamo quello che vogliamo con il semplice movimento del pollice sul telecomando. Si diffonde il telelavoro...
Anche se non sono così tecnologizzata mi sa che non mi sto rintanando solo io.
Ma ecco che la società dell'informazione e della tecnologia ci viene incontro! Per farci sentire meno soli ci fornisce addirittura di cuccioli virtuali, surclassando l'oramai antichissimo Tamagotchi...
Non voglio nemmeno sapere quanto costa questo cane... Ma credo più di uno vero!
Sicuramente non occorre nemmeno uscire di casa per fargli fare i bisogni...
A questo punto perché bisognerebbe uscire di casa?
Comincio seriamente a preoccuparmi...
Che la paura si nasconda dietro l'accoglienza e la comodità delle mura domestiche?
Se fosse così, la paura di che? Di vivere?
Istigata dal post di allodj - e dai suoi riferimenti - approfitto e mi sfogo!
Sono sinceramente colpita, non è tanto la collocazione dell'intervista a un cardinale nella sezione politica (http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/politica/prodipacs/rui/rui.html) quanto i sottotitoli dello stesso articolo:
1. No ai Pacs
E vabbè, sarà la denominazion "Patto di Solidarietà Civile": il termine solidarietà richiama un che di ecclesiale... Lo richiama?
2. Il valore della famiglia
E vabbè bis, per quanto ricordassi si trattave di un'istituzione sociale. Ma è una di quelle istituzioni in cui sono sempre entrati.
3. Apertura a Rutelli
Ah, no! Già qui le idee ce le avevo confuse, già non capisco se la sinistra esiste, ha un programma, se Rutelli è di sinistra. Mi ci mancava l'apertura della porpora cardinalizia che sarà pure rossa ma io rischio un'implosione ideologica.
4. Il richiamo ai referendum
Allora lo facciamo apposta! Un momento che consulto il dizionario. Dunque: "istituto giuridico in base al quale il corpo elettorale viene chiamato a pronunciarsi direttamente, mediante votazione, su una determinata questione scegliendo fra due possibili soluzioni opposte". Allora io leggo "istituto giuridico" e "corpo elettorale", dalle mie reminescenze dantesche e machiavelliane ricordo una divisione tra un paio di poteri... Com'era la faccenda?
4. Il monito sulla Finanziaria
Comincio veramente a pensare che sono io a non aver capito un cazzo! Legge Finanziaria: "Manovra di bilancio che annualmente il Governo sottopone al Parlamento". E sarò pure fissata coi termini ma qua bilancio, Governo e Parlamento non mi fanno dubitare...
5. Il caro petrolio
Sono io, sono io... Sicuramente si tratta di un'economista! Devo leggere meglio la biografia... Oppure sarà preoccupato per il consumo delle auto vaticane, suggerisco un diesel.
6. In difesa del Governatore
Il Governatore è cattolico... Li difendesse tutti così. Pure qui sulle intercettazioni. Pure qui sull'economia.
7. La Chiesa e le elezioni
No, dice che non si schierano. Perché si sono mai schierati... Mannaggia che confusione! Cito:"A scanso di equivoci ha anzi ricordato che i vescovi non difendono gli interessi dei cattolici ma il bene dell'uomo". E il Papa? E i cardinali? E i preti? Che difendono??
8. La riforma della giustizia
Altro campo d'interesse! Quest'uomo è sorprendente! Vabbè ter... Si limita ad auspicare la "concordia tra le varie istituzioni"... Ma com'era la divisione tra l'esecutivo, il legislativo e il giudiziario?
9. La minaccia terroristica
Non ce la posso fare: "[...]si susseguono infatti senza sosta le stragi, che colpiscono soprattutto la popolazione civile, oltre alle forze armate irachene che si vanno costituendo arrivando a massacrare bambini e uomini in preghiera"... I morti ammazzati che non stavano pregando dove sarebbero finiti?
Sarò ripetitiva ma mi sto veramente convincendo che sono io a non capire un cazzo: devo ricominciare dall'inizio... Oppure è veramente la fine!
Ci sono... Nonostante tutto ci sono!
Sto lavorando in trasferta affrontando ore di pullman per raggiungere posti irraggiungibili.
Devo solo riuscire a tornare a casa per scrivere quel che vorrei dire...
Ancora un po' di pazienza... (per me molta!).
Essere soli è diventata una malattia vergognosa.
Perché tutti fuggono la solitudine?
Perché obbliga a pensare.
Ai nostri giorni, Cartesio non scriverebbe più: "Penso dunque sono". Direbbe: "Sono solo dunque penso".
Nessuno vuole la solitudine, perché lascia troppo tempo per riflettere. Ora, più si pensa, più si è intelligenti, più si è tristi.
(Frédéric Beigbeder, L'amore dura tre anni)
Decisamente una strana bestia la solitudine, crea una sorta di dipendenza: ci si abitua e si diventa come un orso in letargo nella propria anima.
A volte succede qualcosa, incontri qualcuno e credi di non essere più solo.
Credi... Perché in realtà sei sempre solo.
Nel momento in cui credi di non esserlo, quando ti trovi da solo ti senti come se ti avessero amputato un pezzo.
E' come una ricaduta e le ricadute, com'è noto, sono peggio della prima infezione.
Non so se si possa definire malattia ma, se lo fosse, sarebbe come la mononucleosi: sviluppa degli anticorpi temporanei che dopo un po' svaniscono e puoi contrarla di nuovo.
Molta gente la teme o non è semplicemente in grado di stare da sola. Molta gente la anela e la difende temendo che i rapporti interumani possano intaccarla.
Però poche certezze ci sono: se non si sta bene da soli non si può star bene con nessun altro essere umano. Se non si vuol bene a se stessi non si può amare nessuno.